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Su Fabbrica della Comunicazione, la rubrica Politicamente è a cura dello scrittore e storico Paolo Borgognone che commenta con Beatrice Silenzi fatti di attualità, politica e geopolitica.
Il piano Rearm Europe, approvato il 6 marzo dal Consiglio Europeo dei capi di Stato e di governo riunito in seduta straordinaria a Bruxelles, è una conseguenza del fatto che l’UE – inclusa l’Italia – non può più fare affidamento sugli Stati Uniti per la sua difesa dopo l’insediamento di Donald Trump.
Il piano prevede un pacchetto di incentivi finanziari di almeno 800 miliardi di euro per favorire le spese nel settore della Difesa degli Stati membri e, in misura minore, per rafforzare la coordinazione e le iniziative comunitarie in questo campo.
Come si muoverà l’Italia in questo scenario?
Poi c’è il kit di sopravvivenza dell’Europa in caso di guerra o catastrofi: un equipaggiamento che al momento è solo un’idea pensata per far resistere i cittadini almeno 72 ore in caso di crisi e che Bruxelles ha consigliato ai propri stati membri come uno dei punti della strategia dell’Ue per la preparazione alle emergenze.
Coltellino svizzero, acqua e medicinali: cosa c’è nel kit di sopravvivenza dell’Europa
Nel video Lahbib mostra il contenuto di un possibile kit di sopravvivenza nella sua borsa elencando tra le altre cose documenti di identità in una custodia impermeabile, acqua, una torcia, occhiali da vista, un coltellino svizzero e accendino ma anche medicine e cibo in scatola.
“Ovviamente dei contanti, perché nel bel mezzo di una crisi la tua carta di credito può essere solo un pezzo di plastica”, ha aggiunto la commissaria. Dalla sua borsa anche una power bank per il cellulare e un radio portatile. In realtà le strategie Ue verranno sviluppate con linee guida ai Paesi da qui al 2027 in 63 punti e le indicazioni sui kit per le prime 72 ore di crisi arriveranno nel 2026″.
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